Scattata il 1 mo. giugno, la seconda parte dell'applicazione degli
accordi firmati fra la Svizzera e l'Unione europea nel 2002 (che
riguarda perciò solamente i quindici paesi della "vecchia"
unione e non anche i dieci che sono entrati lo scorso primo maggio).
I lavoratori e le lavoratrici provenienti da uno dei "quindici"
possono ora trovare occupazione in Svizzera senza dover aspettare
la priorità che prima avevano i cittadini elvetici. I frontalieri
non sottostanno più a particolari controlli doganali e di
polizia e non devono quindi giustificare la propria presenza su
suolo elvetico.
Reciprocamente,
anche i cittadini dei quindici paesi europei hanno gli stessi diritti
degli svizzeri per un posto di lavoro nella Confederazione; rimane,
tuttavia, un contingente massimo, fissato a 15.000 permessi di soggiorno
di lunga durata e 115.000 di breve durata per ogni anno. Infine, anche
le imprese possono agire oltre i confini nazionali.