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Scavi di Piuro

Il prossimo 26 settembre l'associazione italo-svizzera degli scavi si occuperà della frana del 1618 Piuro ricorda la tragedia che cancellò il paese.

È stata fissata per il 26 settembre la giornata di commemorazione delle vittime della frana di Piuro, caduta il 4 settembre 1618. Come ogni anno l'Associazione italo-svizzera per gli Scavi di Piuro ha promosso una serata dedicata alla terribile tragedia che in una sola notte cancellò definitivamente il ricco e fiorente borgo di Piuro, chiudendo un'epoca della quale ora rimane come unica testimonianza tangibile lo splendido Palazzo Vertemate Franchi. Il numero delle vittime di questa catastrofe non fu mai precisato, ma secondo le stime dell'epoca si pensa che oltre 2000 persone persero la vita sotto la frana. Dopo le campagne di scavo varate negli anni Sessanta e l'apertura del museo il 10 settembre 1972 a cura dell'Associazione italo-svizzera, la ricerca della Piuro sepolta è giunta ad un punto morto. L'intenzione, come ha spiegato l'attuale presidente dell'organizzazione, Gianni Lisignoli, è di varare alcuni interventi di studio e di ricerca finalizzati a promuovere e valorizzare parti meno conosciute della storia del borgo. "Gli studi condotti dalle università di Udine, Siena e Padova - ha spiegato Lisignoli -, ci consentono di conoscere alcuni aspetti della storia di Piuro che meritano di essere approfonditi. L'intenzione dell'Associazione è di concentrare l'attenzione verso le cave di pietra ollare utilizzate al tempo del contando, ricavando percorsi didattici e itinerari culturali che possono essere resi fruibili anche ai turisti". Le ultime ricerche universitarie hanno permesso di recuperare manufatti in pietra ollare nella zona di Venezia. Studi scientifici hanno confermato che il materiale che compone pendole e contenitori ha le medesime caratteristiche della roccia che si estrae ancora oggi nel comune della Valle Bregaglia.



"Questa scoperta apre il campo a nuove considerazioni circa il mercato di manufatti in pietra ollare originato a Piuro nell'antichità - ha spiegato Lisignoli -. L'occasione della riunione del 26 settembre servirà da spunto per valutare insieme ai soci la possibilità di varare nuovi studi e approfondire le ricerche sino ad ora condotte". L'agenda del gruppo è fitta di altri progetti che puntano a recuperare reperti ed edifici risalenti all'epoca del Contando, come il campanile di Sant'Abbondio, che è stato inserito in un programma di risanamento sostenuto anche dal Comune di Piuro.

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