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Grazie all'ente montano valorizzate le strade storiche
"Speriamo che i progetti Interreg di questi anni continuino in futuro con questa o altre forme e speriamo che le regioni svizzere aumentino il loro impegno. Non possiamo nascondere, infatti, che gran parte del lavoro fino ad ora è ricaduto sulle spalle della Comunità montana Valchiavenna. Non per mancanza di volontà politica da parte delle regioni svizzere, ma per problemi di ordine economico". Si è aperto con una ammissione importante, soprattutto perché per una volta sfata il mito dell'efficienza elvetica contrapposta alle croniche mancanze italiane, da parte del segretario regionale dell'Organizzazione Regionale del Moesano, Riccardo Tamoni, il convegno “Vie Storiche nell'area transfrontaliera” tenutosi ieri nell'ex Convento dei Cappuccini di Chiavenna.
Una delle ultime occasioni per parlare dei risultati ottenuti dai progetti di collaborazione transfrontaliera ormai in esaurimento. Un'ammissione subito bilanciata da quella che è apparsa una frecciata alle autorità italiane: "Ci auguriamo che ci sia un futuro per la linea ferroviaria legata al traforo della Mesolcina. E' un progetto in cui noi svizzeri crediamo molto». Il tema del convegno ha toccato in particolare il progetto “Sistema museale integrato del territorio transfrontaliero. Vie storiche, forti e fortificazioni” e ha presentato alcuni percorsi storici che nel tempo hanno collegato le regioni svizzere confinanti con la Valchiavenna e i territori italiani limitrofi.
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La giornata è stata aperta dalle introduzioni di Tamoni e del presidente della Cm Lucia Buzzetti che ha presentato gli obiettivi del progetto: la costituzione di un eco-museo dell'area transfrontaliera, il recupero culturale e turistico delle vie storiche principali e la creazione di un sistema di rete che colleghi il patrimonio e le iniziative culturali di tutta l'area. "Il progetto - ha commentato Buzzetti - è finalizzato soprattutto a dare consapevolezza alla popolazione delle quattro aree di fronteria del grande patrimonio culturale presente e dell'importanza che sia reso accessibile». L'esperto di storia locale, Marino Balatti, ha parlato della viabilità tra il Lario e lo Spluga fino al 18esimo secolo.
Agnese Ciocco, presidente della Fondazione Museo Moesano, ha presentato alcune vie storiche aperte. Il convengo si è concluso con l'intervento di Walter Castelberg, delegato Interreg dell'Ufficio Economia e del Turismo del Cantone Grigioni, mentre non è arrivato a Chiavenna come previsto l'assessore regionale alle Culture, Identità e Massimo Zanello
L'articolo é stato gentilmente concesso da:
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