Moesano


Il Moesano: identità regionale e rapporti d’amicizia con le zone confinanti (duecento anni fa come ai nostri tempi)


Il bicentenario dell’adesione dei Grigioni alla Confederazione svizzera ha dato lo spunto per tutta una serie di manifestazioni nel nostro Cantone e si rivela ottima occasione per riflessioni sulla nostra odierna situazione politica e sociale.
Nel Moesano, la manifestazione più significativa la dobbiamo alle Scuole di Mesocco le quali, nella terza settimana di maggio, hanno ricordato tale evento con la rappresentazione teatrale “Si tenne comunità” nella suggestiva cornice del Castello. Ha fatto da filo conduttore il diario del Governatore Clemente Maria a Marca (Mesocco 1999, edizione curata da Martina a Marca e Cesare Santi). Seguendo l’idea dei docenti e allievi di Mesocco, abbiamo constatato che l’impressionante figura di Clemente Maria a Marca, del quale riproduciamo un ritratto, si presta ottimamente per la presentazione della Regione del Moesano (che comprende le due vallate della Mesolcina e della Calanca) ai nostri tre partner Interreg della Valchiavenna, Bregaglia e regioViamala. Anzitutto quale uomo politico che ricopriva diverse importanti cariche nel neo costituito Cantone – per esempio quelle di Presidente del Gran Consiglio e del Landrichter – egli partecipava a decisioni fondamentali che toccavano pure la Bregaglia, la Domigliasca, lo Heinzenberg e la Valle del Reno Posteriore. Alla città di Chiavenna, dove suo zio Giovanni Antonio fungeva da commissario dal 1789 al 1793, Clemente Maria è stato legato per tutta la vita. Per non dire che egli fu l’ultimo Governatore grigione della Valtellina e seguì con alto senso politico le manifestazioni di indipendenza (v. il disegno dell’albero della libertà eretto nel 1797 a Sondrio, contenuto nell’opuscolo pubblicato dalle Scuole di Mesocco in concomitanza con la manifestazione teatrale). Se seguiamo nel diario le sue molteplici iniziative quale politico, proprietario di terreni, commerciante, uomo di cultura ecc. scopriamo che tante problematiche che lo occupavano stanno ancora oggi, a distanza di duecento anni, al centro delle nostre attività e progetti. Egli possedeva fondi nell’intera Regione, fatto che gli permetteva di coltivare vigneti nella Bassa Mesolcina, far tagliare ampie aree boschive in Calanca e caricare gli alpi dell’Alta Mesolcina. Vendeva il vino, il legname e i prodotti lattiferi non solo nel Moesano stesso, ma prevalentemente a commercianti ticinesi e italiani. Recentemente, in modo particolare nel contesto dei lavori per il cosiddetto masterplan (che vuole essere un piano direttore regionale moderno con uno sguardo verso il futuro) abbiamo potuto constatare che tutte le tre subregioni del Moesano, assai differenti tra di loro, offrono valori intrinseci e dispongono di specifiche potenzialità.
Per quanto concerne i prodotti dobbiamo cercare di commercializzarli ancora meglio. Manca per esempio un marchio. Ma speriamo che il parco nazionale Adula, un progetto che intendiamo realizzare assieme alle Regioni Surselva, regioViamala e Tre Valli, comporterà una svolta decisiva per quanto concerne la notorietà delle nostre Valli. Clemente Maria a Marca – per cambiare tema – ovviamente non aveva l’opportunità della scelta tra la scuola cantonale di Coira e il liceo di Bellinzona. Seguì però i suoi studi superiori sia in Germania, a Ratisbona, che a Milano: apparteneva di conseguenza a due culture. Qui va ricercata la fonte del suo successo economico e politico. Nel breve periodo di due anni nel quale il Moesano, in conseguenza alla logica napoleonica, apparteneva al Ticino, Clemente Maria a Marca non rifiutò la collaborazione con Bellinzona. Ma quando, grazie al senso storico-politico sempre di Napoleone Bonaparte, il Moesano è tornato, e allora in modo definitivo, a far parte dei Grigioni, egli si mise subito a disposizione, assumendo varie importanti cariche politiche e giudiziarie a livello cantonale. Oggigiorno nessuno mette seriamente in dubbio l’appartenenza politica al Grigioni che permette al Moesano di conservare la propria identità e autonomia. Ma bisogna far capire agli amici ticinesi che il principio della geometria variabile richiede, a dipendenza dell’argomento, una collaborazione ancora più stretta tra il Ticino e il Moesano e ciò a vantaggio di tutti e due i partner. E’ molto interessante rilevare che l’a Marca è stato uno dei principali promotori della costruzione della strada italiana attraverso la Mesolcina, iniziata nel 1818 e terminata nel 1822, vale a dire dopo la sua morte. Dal profilo dell’importanza, la costruzione della strada italiana è senz’altro paragonabile alla realizzazione dell’attuale strada nazionale A 13, collegamento veloce tra il nord e il sud, tra il capoluogo Coira e l’area economica del Ticino; asse vitale nonostante le indispensabili migliorie tecniche - in particolare la circonvallazione di Roveredo da affrontare con urgenza – estremamente interessante per la nostra Regione e in speciale modo per l’area turistica del San Bernardino, le industrie della Bassa Mesolcina e per la zona residenziale di qualità per l’agglomerato di Bellinzona che il Moesano vuole offrire. Prima della realizzazione degli assi stradali e ferroviari attraverso le Alpi, venivano usati più collegamenti tra le zone confinanti come, per esempio, il passo della Forcola. Anche in questo contesto c’è una prospettiva: quella di una galleria tra la Valchiavenna e la Mesolcina. Questa considerazione ci riconduce al Governatore Clemente Maria a Marca e a una sua ultima caratteristica: il suo spirito internazionale che si manifesta in continuità nel Diario. Anche noi, grazie a Interreg, sembra stiamo riacquistando l’apertura oltre il confine nazionale.
E grazie ai nostri contatti con la Valchiavenna ci avviciniamo anche alla regioViamala e addirittura alla Bregaglia: fatto questo molto sorprendente!